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L’identikit del Social Media Manager disadattato.

C’è ancora qualcuno che pensa che il Social Media Manager sia un fantasma e che le risposte ai commenti degli utenti di una pagina compaiano per magia, nemmeno fosse l’ultimo miracolo di Fatima. Ma davvero? Poi ci sono quelli che ancora pensano che il Social Media Manager esista davvero ma che sia una figura inutile, tanto pubblicare due foto e rispondere ai commenti lo sanno fare tutti. E qui casca l’asino, perché dietro a delle azioni che definiamo banali, si nascondono delle competenze relazionali tutt’altro che scontate che alle volte vengono meno anche nei “professionisti” per i quali decade immediatamente il ruolo.

Dopo aver sfatato quindi il mito del Social Media Manager immaginario ed dopo aver capito che questo è fatto di carne e ossa e che svolge un ruolo fondamentale, cerchiamo di capirne meglio competenze e ruoli in virtù di quanto accaduto ieri nella pagina fb di INPS per la famiglia.

social media manager

“Se si fa i selfie su facebook con quelle orecchie da coniglio sa anche richiedere un pin.” Sì, è tutto vero! Il Social Media Manager di INPS è finito su tutte le testate online e addirittura su Mediaset durante la puntata del TG5 del 18/04/2019 per le sue risposte alquanto sconcertanti a delle richieste di informazioni sul reddito di cittadinanza da parte di alcuni cittadini in difficoltà. Ecco siamo dinanzi all’esempio emblematico del SMM socialmente disadattato, quello che ti riserva sorprese di cattivo gusto quando si tratta di adempiere eticamente alla funzione di customer care e community management. Avrebbe risposto allo stesso modo se avesse lavorato dietro uno sportello e non dietro a uno schermo?

L’identikit del Social Media Manager disadattato.

C’è un principio da tenere sempre ben in mente e questo è: l’obiettivo è raggiungere l’obiettivo. Ecco, partiamo da qui. Non avere un obiettivo significa agire alla cieca e di conseguenza è molto più facile commettere errori. Ma nel caso del SMM dell’INPS, la questione è molto più profonda e va aldilà del savoir faire e dell’obiettivo stesso.

Il Social Media Manager disadattato,paradossalmente considera il mondo dei social media come qualcosa di distaccato dal mondo reale e questo a causa di una mancata fisicità nelle relazioni definite virtuali appunto. In altre parole, pubblica cose non curante di chi le andrà a leggere, come se dall’altra parte dello schermo ci fossero dei manichini. Capita che le persone sui social si lascino andare a conversazioni pubbliche poco decorose e dai toni alterati, ma questo non può assolutamente accadere in una pagina aziendale da parte di chi ne è responsabile.

Il social media manager disadattato dunque è privo di competenze relazionali e di quelle soft skills preziose per entrare in sintonia con la community della pagina che amministra. Decade la funzione di anello di congiunzione tra cliente e azienda/ente, dunque non rappresenta ma si auto rappresenta: il tono di voce utilizzato dal SMM di INPS non apparteneva ad INPS ma al SMM stesso. Tutto chiaro?

Ricapitolando il Social Media Manager disadattato è colui che:

  • Considera i social media come un mondo asettico fatto di manichini.
  • Non comunica valori e messaggi ma scrive per riempire il feed
  • Non possiede soft skills per instaurare relazioni empatiche con gli utenti
  • Viola la netiquette auto rappresentandosi
  • Non rispetta il tono of voice aziendale

Adesso mi rivolgo alle PMI che decidono di rivolgersi a un Social Media Manager. Appurato che questo sia fondamentale nel vostro piano di business e lo è, davvero volete affidarvi a chi si limita a gestire tecnicamente la vostra pagina, senza entrare in intimità con i valori della vostra azienda? Senza condurre un’analisi approfondita e senza progettare una strategia volta al raggiungimento degli obiettivi?Pubblicare è una delle ultime cose e tutto quello che c’è prima e dopo, richiede tempo, arduo lavoro e la giusta remunerazione. Diffidate da chi non fa tutto questo, perché gli scivoloni sono sempre dietro l’angolo, pensate ad INPS!

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